06/04/2017

Comunicato Stampa DISTRETTO 38 seconda edizione

E' stata presentata oggi a Trento nel corso di una Conferenza Stampa la seconda edizione del festival «DISTRETTO 38 - Musiche/Arti/Innovazione» promosso dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, che si terrà da martedì 9 a domenica 14 maggio. Ne hanno illustrato il programma il direttore del Centro, Francesco Nardelli, e il consulente artistico Alberto Campo.

 

Il festival conferma l’intenzione di rappresentare il suono elettronico contemporaneo attraverso uno sguardo panoramico dotato sia di profondità storica sia di mordente sul piano dell’attualità, capace di abbracciare tanto l’avanguardia quanto la “club culture”: un ampio ventaglio di proposte in cui a eventi di spettacolo al passo con i tempi si affiancano occasioni di analisi del fenomeno.

Come già l’anno passato, il programma è ramificato sull’asse Trento/Rovereto, prendendo spunto dalla spiccata vocazione tecnologica del territorio e rafforzando le relazioni con eccellenze locali quali il MuSe di Trento, il Polo MART di Rovereto e l'Università: istituzioni che dialogano spontaneamente con il festival, condividendone la natura legata all’idea d’innovazione. L’edizione 2017 vedrà anche la collaborazione con UploadSounds, progetto euroregionale per giovani musicisti.

Il cartellone, curato dal giornalista musicale Alberto Campo e da Denis Longhi, già consulenti artistici delle rassegne “Transiti” e “Jazz’About”, associa autorevoli esponenti della scena afroamericana di Detroit (Moodymann e Andrés) a giovani “visi pallidi” inglesi votati alla sperimentazione (Shackleton e Powell), valorizzando artisti italiani affermati su scala internazionale (Clap! Clap! e Lorenzo Senni) e insistendo su un concept nel quale convivono appuntamenti di alto profilo culturale (le lecture del Dj, produttore e saggista scozzese Kode9) ed euforia da nightclubbing (la serata con i belgi 2ManyDjs e il francese Jeremy Underground).

 

IL PROGRAMMA

 

Martedì 9 maggio

Rovereto, Aula magna dell’Università, convegno

Kode9

ore 18.00, gratuito

 

Rovereto, Cortile della Biblioteca Civica, Dj set

Kode9

ore 21.00, gratuito

 

Mercoledì 10 maggio

Rovereto, Auditorium Fausto Melotti, live set

Shackleton/Lorenzo Senni

ore 21, 12 euro*

 

Giovedì 11 maggio

Rovereto, Auditorium Fausto Melotti, live set

Powell/Clap! Clap!

Ore 21.00, 12 euro*

 

Venerdì 12 maggio

Trento, Teatro Sanbàpolis, Dj set

Moodymann/Andrés

ore 21.00, 18 euro*

 

Sabato 13 maggio

Trento, Teatro Sanbàpolis, Dj set

2ManyDjs/Jeremy Underground

ore 21.00, 20 euro*

 

Domenica 14 maggio

Trento, terrazza del MuSe, Dj set

Bradley Zero

ore 18.00, gratuito

 

 

* abbonamento all’intero festival: 48 euro

 

 

 

 

GLI ARTISTI

 

2ManyDjs (sabato 13 maggio, Trento, Teatro Sanbàpolis)

 

I fratelli fiamminghi David e Stephen Dewaele sono pionieri e maestri insuperati del mashup: l’arte di combinare fra loro musiche di origine differente, dando vita a ibridi inimmaginabili (“combinazioni esplosive”, a detta di David Bowie, che ne era estimatore). Nata per divertimento, come party post concerto della band di cui sono coppia motrice, ossia i Soulwax, l’avventura dei 2ManyDjs ha raggiunto l’apice all’inizio del decennio scorso, con la compilation “As Heard on Radio Soulwax Pt. 2”, divenuta pietra miliare nella storia della dance music ed efficacissimo biglietto da visita del duo, in seguito autore di remix per Daft Punk e Gorillaz, fra i tanti.

 

Andrés (venerdì 12 maggio, Trento, Teatro Sanbàpolis)

 

Esponente rispettatissimo della scena di Detroit, Humberto Hernández ne è stato protagonista in ambiti diversi, dall’hip hop (come Dj Dez fu complice del leggendario J Dilla negli Slum Village) ai circuiti dell’house music (è partner abituale dei vari Moodymann e Theo Parrish). In quest’ultimo ambito ha tracciato un proprio solco personalissimo, incrociandone le cadenze con inflessioni latine che in qualche modo rendono onore all’origine cubana del padre. Esemplare dello stile di Andrés è il brano più celebre del suo repertorio, “New For U”: classico da dancefloor nell’estate del 2012.

 

Bradley Zero (domenica 14 maggio, Trento, terrazza del MuSe)

 

Arrivato nella capitale britannica provenendo da Leeds a metà del decennio passato, Bradley Zero Phillip ha bruciato le tappe, diventando in breve tempo uno dei nuovi protagonisti nella scena del nightclubbing londinese: prima un programma radiofonico online su NTS intitolato “Rhythm Section”, quindi una serata omonima (oltre al coinvolgimento nella fase di start up della piattaforma web globale Boiler Room) e infine un’etichetta discografica battezzata nello stesso modo. Tutto ciò è testimoniato dal documentario a tema realizzato lo scorso anno dal team Stamp The Wax.

 

Clap! Clap! (giovedì 11 maggio, Rovereto, Auditorium Fausto Melotti)

 

Fiorentino di nascita ma cittadino del mondo, Cristiano Crisci dichiara la propria attitudine cosmopolita attraverso la musica. In particolare da quando, dopo aver frequentato l’hip hop, il punk e il jazz, giungendo infine all’elettronica sotto l’ironica dicitura Digi G’Alessio, si presenta con l’attuale pseudonimo. Ha firmato in quel modo, per l’etichetta britannica Black Acre, l’album del 2014 “Tayi Bebba”, da cui è stato folgorato addirittura Paul Simon, che gli ha affidato la produzione di tre brani del recente “Stranger To Stranger”, e il successivo “A Thousand Skies”, dove compaiono ospiti i sudafricani Bongeziwe Mabandla e John Wizards.

 

Jeremy Underground (sabato 13 maggio, Trento, Teatro Sanbàpolis)

 

Già da bambino stregato dalla deep house captata sulle frequenze di Radio Nova, il parigino Jeremy Fichon ha messo a frutto la propria passione da adulto, dopo un pellegrinaggio a New York. Una volta tornato in patria, ha creato l’etichetta discografica My Love Is Underground, in origine destinata a ristampare vecchi classici del genere: scelta controcorrente, visto che ai tempi nella club culture era moneta corrente la techno minimalista. Il recente revival delle sonorità anni Novanta ha cambiato però le carte in tavola e ora i suoi Dj set sono fra i più richiesti nel circuito europeo della dance music.

 

Kode9 (martedì 9 maggio, Rovereto, Aula Magna dell’Università e cortile della Biblioteca Civica)

Scozzese 43enne, Steve Goodman è una figura chiave nel panorama del suono elettronico contemporaneo. Produttore e Dj, è inoltre fondatore e responsabile dell’influentissima etichetta indipendente Hyperdub, baluardo discografico sulla frontiera dell’innovazione simboleggiata da dubstep e grime, cui fra i tanti fa riferimento la “primula rossa” Burial. Altrettanto rilevante è il suo profilo accademico: laureato in filosofia a Warwick, ha un incarico di docenza in Music Culture presso la University of East London. In veste di teorico, è autore del saggio “Sonic Warfare: Sound, Affect, and the Ecology of Fear”, edito nel 2009 da MIT Press.

 

Moodymann (venerdì 12 maggio, Trento, Teatro Sanbàpolis)

 

Nelle parole usate lo scorso anno da “The Guardian”: “L’enigma che ha rifondato la dance music”. Definizione che ne evidenzia al tempo stesso le qualità innovative e l’identità elusiva. Da ciò deriva il carisma di Kenny Dixon Jr.: produttore e Dj originario di Detroit, immerso nella club culture della capitale della techno, ma d’altra parte sensibile alla tradizione del jazz e del soul. La musica di cui è artefice si situa al crocevia di quei filoni, al confine tra analogico e digitale, in dischi ormai classici come “Mahogany Brown” e “Forevernevermore”, oppure nel sodalizio con i concittadini Theo Parrish e Rick Wilhite chiamato Three Chairs.

 

Powell (giovedì 11 maggio, Rovereto, Auditorium Fausto Melotti)

 

Astro nascente nel firmamento del suono contemporaneo, lo scorso anno Oscar Powell ha sorpreso molti con il suo album d’esordio “Sport”: “Un’esperienza impressionante”, secondo l’autorevole magazine online “Resident Advisor”. Probabile sia dipeso dall’approccio ruvido con cui l’artista londinese affronta l’ambito digitale, convinto che la musica sia elettrizzante solo quando è minacciosa. Non a caso afferma: “Adoro il pericolo”. Affondando le radici nelle sonorità aggressive del drum’n’bass tipico dei rave di fine anni Novanta, le sue produzioni sono la risultante di conflitti e contraddizioni: una sorta di punk elettronico, alla fin fine.

 

Lorenzo Senni (mercoledì 10 maggio, Rovereto, Auditorium Fausto Melotti)

 

Fra i produttori italiani più apprezzati all’estero, il 34 enne di origine romagnola ha definito il proprio linguaggio partendo dalla laptop music per arrivare a un stilizzazione delle sonorità da rave utilizzando sintetizzatori analogici. Un percorso di ricerca che l’ha portato a lavorare con etichette discografiche di grande prestigio, come la viennese Editions Mego (per l’album del 2012 “Quantum Jelly”) e la britannica Warp (con il recentissimo Ep “Persona”), e a esibirsi nei maggiori festival elettronici, dal “Sónar” di Barcellona al “Transmediale” di Berlino, ricevendo elogi da Thom Yorke dei Radiohead e l’incarico di curare un’installazione alla Tate Modern di Londra.

 

Shackleton (mercoledì 10 maggio, Rovereto, Auditorium Fausto Melotti)

 

Produttore e Dj inglese da tempo residente a Berlino, Sam Shackleton è artista sperimentale dallo spiccato senso del ritmo. Dopo aver esordito a metà del decennio scorso con sonorità prossime al dubstep, ha raffinato via via un proprio stile originale incorporando elementi di natura etnica, volgendo lo sguardo verso l’Africa e il Medio Oriente. Le numerose collaborazioni discografiche ne testimoniano il talento eclettico: ha lavorato insieme ai connazionali Applebim (con cui fondò l’influente etichetta discografica Skull Disco) e Pinch, ma anche con il virtuoso italiano del falsetto Ernesto Tomasini.





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