Teatro Sociale

via Oss Mazzurana 19, centro storico, zona a traffico limitato 38100 Trento

Dati tecnici
Teatro all’italiana con tre ordine di palchi più il loggione per un totale di 754 posti. Non sono ammessi spettatori in piedi. Per maggiori informazioni sull’affitto del Teatro Sociale si prega di telefonare al numero 0461213834 chiedendo della ufficio prenotazione spazi.

Mappa posti


Descrizione

Il Teatro Sociale di Trento fondato nel 1819 da Felice Mazzurana è il teatro di tradizione e storico della città. La ristrutturazzione del arch. Sergio Giovanazzi lo ha riportato ai fasti del passato con stucchi dorati e decorazioni di sapore neoclassico. A Teatro si accede passando da Palazzo Festi dove al primo e al secondo piano  ci sono 6 sale utilizzabili per riunioni e convegni. La capienza massima possibile per le sale, nel loro complesso, è di 225 persone.
Sopra la platea, nel sottotetto, è ricavata una grande sala ( Ridotto ), raggiungibile da Palazzo Festi con una capienza massima di 150 posti.
L’utilizzo di Palazzo Festi, del ridotto o del teatro è alternativo.  Non possono essere in attività più zone contemporaneamente.
Per maggiori informazioni sulle dotazioni tecniche del Teatro Sociale si prega di scaricare la scheda tecnica in fondo pagina

Storia

Il fascino di questo luogo non è infatti legato solamente alla bellezza di un "vero" teatro, con i palchi, il loggione e la platea, ma in gran parte alle suggestioni che riesce ad evocare grazie alla sua storia. Che comincia il 29 maggio 1819. Va in scena la Cenerentola di Gioachino Rossini. In una vivace cronaca dell’epoca leggiamo che "le persone sagge e religiose non potevano darsi pace nel vedere scelta una giornata di tanta divozione…": si era infatti alla vigilia di Pentecoste. Il teatro si chiamava Teatro Mazzurana, dal nome di Felice Mazzurana, promotore della costruzione e primo proprietario. Ma chi era Mazzurana? Nato a Trento nel 1780, la sua prima attività fu la confezione e la vendita di dolciumi, poi la gestione di un caffè. Verso il 1815 aveva in affitto la più lussuosa locanda della città e l’idea del teatro doveva contribuire allo sviluppo della sua attività commerciale, che proseguì poi anche in altre direzioni. Adottò Paolo Oss, che assumendo anche il suo cognome divenne poi il famoso podestà di Trento al quale la via dove è ubicato il teatro è intitolata. Un self made man direbbero gli americani. Un imprenditore moderno, che raccolse parte dei soldi per la costruzione vendendo i palchi alle famiglie nobili e benestanti della città. Capace di accogliere fino a 1200 spettatori, il Teatro fu realizzato su progetto dell’ingegner Giuseppe Maria Ducati all’interno del palazzo del conte Tommaso Festi. Nel 1835 l’imprenditore-caffettiere cedette la proprietà ed il Teatro cambiò nome in Teatro Sociale, gestito dalla Società del Teatro. Nella Trento ottocentesca, il Teatro Sociale fu motore di un’intensa attività culturale, ospitando un cartellone che andava dalla stagione lirica a quella di prosa, dalla danza alla musica classica, ma fu anche utilizzato per comizi politici, veglioni, spettacoli di magia. Vi si scrissero pagine di storia: nel 1893 ci fu la seconda rappresentazione assoluta di Manon Lescaut con in sala Giacomo Puccini, nel 1895 e 1896 sul podio salì Arturo Toscanini, nel 1898 vi cantò Enrico Caruso. La Società del Teatro ebbe vita travagliata e dopo 102 anni cessò di esistere. Il Teatro fu venduto a privati e la programmazione fu in seguito imperniata sul cinema ma ospitò ancora spettacoli di prosa e lirica fino agli anni ’60. Nel 1983 i proprietari chiusero definitivamente la sala. Nel 1984 l’immobile fu acquistato dalla Provincia Autonoma di Trento. Nel 1989 iniziarono importanti lavori di ristrutturazione che hanno portato, il 22 giugno 2000, alla restituzione alla città del suo Teatro.

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