Sun Ra Arkestra - USA

Jazz’About

Ultimo spettacolo
08/04/2010 Trento - Teatro Auditorium ore 21.00


Sun Ra Arkestra
diretta da Marshall Allen
Marshall Allen sax alto, flauto, direzione Danny Ray Thompson sassofoni Knoel Scott
sassofoni Yah Yah Abdu-Majid sassofoni Fred Adams tromba Michael Ray tromba
Dave Davis trombone Dave Hotep chitarra Juini Booth basso Farid Barron pianoforte
Elson Nascimento percussioni Wayne Anthony Smith jr. batteria
Nel suo libro “A Power Stronger Than Hitself”, il compositore e trombonista Gorge Lewis dice che l’era spaziale per molti musicisti iniziò qualche anno prima del 1957, data in cui la navicella Sputnik fu mandata nel cosmo dai russi. Un anticipo di almeno dieci anni, allorché il pianista e compositore Herman Blount si stabilì nel 1947 a Chicago. Allora Blount era chiamato Sonny, ma di lì a qualche anno prenderà il nome d’arte Sun Ra, nel quale si evidenziano i riferimenti al sole e al dio egiziano del sole. Artista visionario, dal forte carisma e dalla personalità unica, Sun Ra fu ben presto ritenuto dai colleghi un forte ispiratore e innovatore: dopo il suo arrivo nella città ventosa sul lago Michigan, aveva suonato nell’orchestra del grande direttore Fletcher Henderson, assorbendone i segreti dell’arrangiamento e dell’orchestrazione. Poi aveva iniziato a guidare formazioni proprie nella zona South Side di Chicago, riunendo attorno a sé giovani musicisti, alcuni dei quali non avrebbero più abbandonato la sua celebre Arkestra, e sarebbero a loro volta diventati apprezzarti solisti: il trombonista Julian Priester, il batterista Robert Barry, i sassofonisti Pat Patrick, John Gilmore e Marshall Allen. Gli stessi Muhal Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Joseph Jarman, Anthony Braxton, musicisti chicagoani che pochi anni dopo alimentarono l’Aacm, associazione di grande importanza nell’evoluzione storica del jazz contemporaneo, riconoscono in Sun Ra un padre ispiratore, una forte influenza. L’introduzione della danza e della teatralità come elementi primari nelle performance musicali, l’uso ampio di piccole percussioni africane e asiatiche, la liberazione dagli schemi del be-bop furono aspetti recepiti dai grandi innovatori chicagoani anche attraverso l’influenza diretta di Sun Ra. Il pianista era considerato dai suoi musicisti una guida spirituale, senz’altro molto più di un direttore d’orchestra. Lui stesso affermava: “La mia musica è più che terrestre e spesso raggiunge l’ignoto. La musica è un linguaggio universale, e tutte le mie esperienze le sono state trasmesse”. L’Arkestra da lui guidata era una sorta di comunità, in cui si condividevano molti aspetti della vita quotidiana. Marshall Allen, sassofonista contralto, compositore e arrangiatore oggi ottantaseienne, dagli anni Cinquanta membro dell’Arkestra, ha voluto mantenere viva l’eredità di Sun Ra, facendo della sua musica un elemento vivo, in continuo fermento. Ma senza tralasciare la vasta tradizione orchestrale del jazz, attraverso nuovi arrangiamenti da Fletcher Henderson, Jimmy Lunceford e altri grandi protagonisti.

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