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FUCK ME(N)

Fuck Me(n) è un testo crudo, scritto a sei mani da tre drammaturghi importantissimi nel panorama italiano: Giampaolo Spinato, Massimo Sgorbani e Roberto Traverso. E’una riflessione schietta sul superuomo o, come viene definito da Michele Serra su Repubblica il “Supermachismo rampante degli anni ’20 del nuovo millenio”. Tre generazioni di maschi a confronto, diversi in tutto, tranne per una cosa: sono dei Fuck Me(n). Dei fottuti uomini forti che rappresentano tre figure del maschio contemporaneo: il potere, l’educazione e la paternità. Non c’è un giudizio, ci sono tre confessioni, tre personaggi sicuri, apparentemente inossidabili e tremendamente certi che loro non possono sbagliare mai e se lo fanno, non è per colpa loro. Il ritratto di un uomo alle prese con se stesso e che si riproduce, socialmente, in figli che prenderanno il suo posto. Diceva Vitaliano Trevisan: “l’uomo forte è un uomo che genera figli forti e società deboli”. Il Fuck Me(n) è palese, non si nasconde, anzi si mostra, tutti i giorni nella nostra quotidianità occupa il SUO spazio: è un politico con le “palle” sotto, un carabiniere che adotta comportamenti al di fuori delle regole e se ne fa un vanto, uno spaccone a cui prudono spesso le mani, un branco che individua due ragazze come oggetto di divertimento serale, il Fuck Me(n) vive nel presente, non ha passato, non vede il futuro: risponde alle contingenze immediate e necessarie del suo istinto. Può essere il più raffinato erudito o l’ultimo degli analfabeti non importa, il Fuck Me(n) è multiforme, il modo di presentarsi è solo un vestito che decora la sua essenza.  Dietro alla figura forte e possente, si nasconde tutta la fragilità di un mondo che va in frantumi al primo alito di vento: una pandemia spezza i politici e il machismo retorico,  la rissa che va storta e  “ci scappa il morto”, quando qualcuno confessa le malefatte e scattano le indagini della magistratura, il mondo del Fuck Me(n) va in pezzi e il “vero uomo” si rivela per quello che è: il Niente. 

 

LA SINOSSI

Fuck Me(n) è un testo composto da tre monologhi con tre apparenti identità autonome: 

IL PROFESSORE ANIMALE di Giampaolo Spinato, prende come oggetto il Potere con la “P” maiuscola. In scena abbiamo un uomo di sessant’anni, professore universitario, stimato dalla comunità accademico-scientifica e soprattutto ipersessuale. Attraverso il suo flusso di coscienza, quasi senza respiro entriamo nel suo mondo di cacciatore di “cagnette”: di giovani studentesse che lui corteggia e accalappia attraverso una fitta rete di promesse e raggiri psicologici. Un uomo sicuro di se, di grande impatto emotivo, ma che un giorno si trova ad affrontare una situazione imprevista: una delle sue “cagnette” si sente male, la serata non va per il verso giusto, il Fuck Me(n) si trova in pericolo di perdere il suo status quo e in quel momento rivela tutta la fragilità della sua inossidabile sicurezza. 

TRACCE MNESTICHE DI UN PADRE DI FAMIGLIA di Massimo Sgorbani, pone al centro del suo discorso l’educazione da padre a figlio. Un padre cerca di spiegare al figlio il mondo e il suo funzionamento prendendo a modello gli incontri di Cassius Clay. Di per se non c’è niente di male e le verità che si nascondono dietro i jab, i ganci e i montanti del pugile statunitense sono un saggio esempio della forza e della tenacia del piccolo uomo contro il gigante Foreman. Ma in un zapping quasi televisivo e uno spostamento da una situazione all’altra, il figlio mette in pratica alla lettera questi insegnamenti: prima a scuola , poi nella vita. Il Fuck Me(n) non si sente colpevole, anzi, secondo lui è la madre a non esercitare il controllo, a dare il cattivo esempio, fino al punto di non ritorno e all’esito tragico, quando in circostanze misteriose, l’educazione trasmessa al figlio si riverserà contro il padre stesso. 

SUNSHINE di Roberto Traverso, è un delicato ritratto di un mondo fatto di dolcezza. Un altro padre, più giovane del precedente, racconta ad un ipotetico interlocutore  la storia della sua vita familiare, del suo rapporto con un mondo intimo, che ha portato alla nascita del figlio, ancora neonato e le circostanze della loro vita. Una persona finalmente “normale”, senza eccessi che si rivela per la sua equilibrata sostanza. Il quadro va mano a mano sciogliendosi con l’arrivo di elementi sempre più grotteschi. In un primo momento sembra una normale crisi matrimoniale quella a cui stiamo assistendo, delle discrepanze tra marito e moglie. Ma alla fine il racconto rivela tutta la sua verità in un’improvvisa rivelazione: il padre ha dimenticato il figlio in auto, sotto il sole di Agosto. Tutto in quel momento si fa chiaro: il racconto amorevole per il Fuck Me(n) era solo un tentativo di discolparsi, di scaricare su qualcun altro la responsabilità dell’accaduto, di dire che in fondo quello che è successo non era colpa sua, ma un destino ineluttabile. 

NUOVA PRODUZIONE 2020-2021

Compagnia Evoè!Teatro
FUCK ME(N)
Tre studi sull’evoluzione del genere maschile.
Di Giampaolo Spinato, Massimo Sgorbani, Roberto Traverso; 

Regia Liv Ferracchiati;

Con Giovanni Battaglia, Emanuele Cerra e Paolo Grossi.
Disegno Luci: Emanuele “Furetto”Cavazzana;
Scenografia: Lucia Menegazzo;
Costumi: Laura Dondi;
Sound designer: Gianluca Agostini.
Produzione: Evoè!Teatro
Con il contributo di: Fondazione Caritro, PAT – provincia autonoma di Trento e Comune di Rovereto. 
Con il Patrocinio del Centro Antiviolenza di Trento – Coordinamento Donne Trento.
 


La produzione ha goduto di alcuni gioni presso il Teatro SanbàPolis per mettere in scena lo spettacolo. Di questi giorni potete vedere gli estratti nel nostro #teatrobloccato sul canale YouTube

Informazioni utili

Lo spettacolo verrà trasmesso in streaming su questo sito e sarà possibile accedervi gratuitamente, previa prenotazione obbligatoria entro 15 minuti dall'inizio dell'evento.

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Gennaio, 2021

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