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Homage to Art Blakey feat. former Jazz Messengers

Art Blakey era poco più che ventenne nei primi anni Quaranta, allorché si trovò a suonare accanto a pionieri e innovatori come Billy Eckstine e Thelonious Monk. Lo straordinario batterista sviluppò insieme ad altri geniali colleghi, come Kenny Clarke, Max Roach e Roy Haynes, un nuovo modo di interpretare il proprio strumento, impostando un canone stilistico ed espressivo che ancora oggi resta alla base dell’interpretazione di ogni batterista. I pregi di Blakey però non si fermano qui: la formazione da lui fondata con il nome di Jazz Messengers restò fin dagli anni Cinquanta un punto di riferimento, il modello di un jazz vigoroso e sanguigno, in cui le ardite innovazioni del be-bop furono semplificate a favore di una comunicazione più diretta, intrisa di blues e di soul, vicina all’Africa nei suoi accesi colori e negli intrecci ritmici. Manifestando anche le sue indubbie doti di talent scout, Blakey fece dei Jazz Messengers un vero trampolino di lancio per generazioni di musicisti, e dagli anni Cinquanta al 1990, anno della sua scomparsa, il batterista tenne a battesimo musicisti che poi avrebbero scritto pagine di assoluto valore nel jazz. Tra questi ricordiamo solo alcuni dei più illustri, che furono da lui svezzati all’inizio di carriera: Horace Silver, Clifford Brown, Freddie Hubbard, McCoy Tyner, Wayne Shorter. La lista dei nomi potrebbe bastare, se nel 1980 non fosse passato alla corte di Blakey un Wynton Marsalis appena diciannovenne, accompagnato dal fratello Branford, e rimasto con il batterista fino all’82.Dunque il gruppo di Blakey rappresentò una fucina di musicisti per quasi quarant’anni, un periodo che in senso cronologico equivale a metà della storia del jazz. L’attuale omaggio al grande batterista riunisce, sotto la guida del grande Benny Golson che fu per anni direttore musicale dei Messengers, alcuni dei suoi straordinari alunni. Il trombettista Philip Harper è entrato nei Jazz Messengers nel 1986 e vi è rimasto per due anni, sviluppando l’eredità di altri due grandi solisti che erano stati con Blakey negli anni Cinquanta, Kenny Dorham e Lee Morgan. Il trombonista Curtis Fuller è l’elemento scelto da Blakey nel 1961 per portare l’organico dei Messengers da quintetto a sestetto. Javon Jackson è stato l’ultimo sassofonista della formazione, dall’87 al ’90. Allo stesso modo il pianista Johnny O’Neal e il bassista Peter Washington hanno fatto parte degli ultimi organici di Blakey. Louis Hayes, alla batteria, è degno vicario del grande maestro.Benny Golson - saxJavon Jackson - saxPhilip Harper - trombaCurtis Fuller - tromboneJohnny O’Neal - pianofortePeter Washington - contrabassoLouis Hayes - batteria

Date spettacolo

17

Marzo, 2008

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