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IL TEATRO DEGLI ORRORI

CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA - Laboratorio Culturale SI PU0’ FARE e SOULTRAIN Music Livein collaborazione con COMUNE di ROVERETOpresentano“ARCIPELAGO GIOVANI e IL TEATRO DEGLI ORRORI”FESTA di FINE ANNO SCOLASTICOIL TEATRO DEGLI ORRORI in CONCERTOL’idea è quella di “festeggiare” con un particolare evento di “musica d’autore” la fine dell’anno scolastico, un evento fresco e mirato che vuole rivolgersi al pubblico di “arcipelago giovani” che vede nella musica una delle componenti “vitali” della stessa propria esistenza, un vero e proprio linguaggio comune, uno dei più amati elementi di socializzazione, di incontro e di scambio. Al palazzetto dello sport di Rovereto, il prossimo 5 Giugno 2010, approderà l’unica tappa regionale del tour della band “Il Teatro degli Orrori”. Band rivelazione del panorama musicale italiano, fra le più amate dal pubblico giovanile e che deve il suo successo all’originalità del suo progetto creativo, band lontana dai circuiti commerciali e dalle false illusioni dei talent show ma, forse proprio anche per questo, già capace di farsi amare per la freschezza del loro progetto artistico e umano e non per la furbizia di cavalcare la moda di turno o gli interessi del mercato discografico. Il Padre Nostro riveduto e correttoMajakovskij in chiave rockParole come pallottole, poesia a mano armataTesti che scavano il quotidiano e interrogano le coscienzeUn carrarmato rock applicato alla musica d’autoreTutto questo e molto altro ancora èA Sangue FreddoIl nuovo album de Il Teatro degli Orrori Il Teatro degli Orrori, fin dal primo disco, hanno dimostrato di far mus ica per chi ha voglia di riflettere.Rock applicato alla canzone d’autore. Era ora. E’ poesia lucida. Passione sociale. Rock a grande voltaggio.A sangue freddo. Non e’ solo il secondo disco di una delle band meglio accolte da critica e pubbliconegli anni zero. A Sangue Freddo e’ un disco denso come la pece.Denso di contenuti e "politico" come non mai, perché Il Teatro degli Orrori mette in scena la tragedia diKen Saro Wiwa, così come lo sgomento di un paese, il nostro, alla deriva.La violenza poliziesca, il populismo straccione, l’egotismo analfabeta dell’Italia contemporanea (Il TerzoMondo, Alt, Mai Dire Mai)Denso di emozioni e di un intimismo che indaga la vita delle persone, guardando a miserie e ipocrisiequotidiane con crudele iperrealismo (E’ Colpa Mia).Denso di cultura. Perchè Pierpaolo (cantante, front man devastante dal vivo) innesta nel furore sonicodella band le sue passioni letterarie e poi spara parole come pallottole: riscrive il Padre Nostro (PadreNostro), canta Majakovskij, cita De Gregori, De André, Pino Daniele come se niente fosse: come se nullafosse cambiato.E così i testi diventano l’anello non più mancante che congiunge anni di cultura del cantautorato con ilrock più intransigente e vero del belpaese.A Sangue Freddo è un disco come non se ne sentono da tanto tempo: non "militante" ma "politico" finoin fondo, attento alle contraddizioni sociali dell’Italia d’oggi. Il populismo, la deriva autoritaria, l’edonismoindividualistico, lo smarrimento giovanile, le solitudini di chi non si riconosce nella comunità, le ingiustiziepalesi e quelle nascoste nella privatezza delle persone, vengono evocate a volte con crudezza, condolcezza e malinconia in altre.A Sangue Freddo è stato registrato e mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, una scelta questadi grande importanza: il risultato è un disco di grande spessore sonico, non low fi e underground, ma piùclassicamente rock. Giulio (bassista e deus ex machina del "carrarmato rock" de Il Teatro), mette a fuocoil "surround sonico" del gruppo, facendolo suonare meno noise, più rock, in definitiva più accessibile.Ma non è tutto. Con A Sangue Freddo la trama si infittisce. Ci sono infatti innesti sonori inusuali e moltecollaborazioni per il carrarmato rock del gruppo.Nel nuovo lavoro partecipano Jacopo Battaglia (batterista dei romani ZU), che suona in "Die Zeit",Giovanni Ferliga (polistrumentista degli eccellenti AUCAN, che suona la chitarra solista in " La Vita èBreve"), Angelo Maria Santisi e Nicola Manzan - quest’ultimo ideatore del progetto BOLOGNAVIOLENTA -rispettivamente al violoncello e violino in "Io ti Aspetto", il dolcissimo brano d’apertura, ein "Alt".Francesca Gaiotto suona il pianoforte nello stesso. Paola Segnana, autrice della musica di "Io ti Aspetto",nella canzone suona anche lei il pianoforte. Ed ancora: Richard Tiso suona il basso in "Die Zeit", ElenaGrazi suona il moog in " Alt!"e Robert Tiso gli affascinanti bicchieri musicali in "Die Zeit" e "Io tiAspetto".Ed infine, la collaborazione con uno dei gruppi più "caldi" e blasonati del momento, i Bloody Beetroots:apparentemente lontani dal mondo della band, ma grazie ai quali "Direzioni Diverse" è diventato unbrano che mette in collisione il rock de Il Teatro degli Orrori con suoni mai sperimentati prima.Il Teatro degli Orrori ha dedicato circa un anno alla stesura di queste canzoni, ed un mese intero diregistrazioni presso le Officine Meccaniche. La masterizzazione è stata curata da Giulio Ragno Favero eGiovanni Versari presso gli studi Nautilus di Milano. Per l’innovazione del sound, la ricerca di soluzioninuove e diverse, per la furia dei suoi episodi più rock, per il contenuto lirico delle canzoni, siamo convintiche "A Sangue Freddo" riserverà inedite sorprese a chi già conosce la band. Ascoltare per credere.TEATRO degli ORRORI – BREVE BIOGRAFIAGionata Mirai - chitarra, voceFrancesco Valente – batteriaPierpaolo Capovilla – voceNicola Manzan - chitarra, violinoTommaso Mantelli – bassoSiamo stanchi delle solite frittate rock italiane, stanchi dello sciatteria culturale che ci propinano le grandi case discografiche, stanchi di tutte le canzoncine che ascoltiamo in radio o "vediamo" in televisione, che durano sempre e soltanto l’arco di una stagione e poi -grazie a dio- non se ne sente più parlare.IL TEATRO DEGLI ORRORI ha un ambizione più grande. Un quartetto rock bello classico, con una gran voglia di suonare della musica potente ma intrigante, violenta ma dai contenuti romantici, ignorante ma colta, un occhio ai Melvins ed uno a Dylan, un po’ Birthday Party e un po’ progressive.Vi sembra poco? O è forse troppo? Ascoltare per credere.Il Teatro Degli Orrori, il cui nome vorrebbe ispirarsi al Teatro delle Crudeltà di Artodiana memoria (e che per pudore, con questo non coincide), nasce all’inizio del 2005. L’idea di fare un gruppo nuovo di zecca fu inizialmente di Pierpaolo (voce e basso di One Dimensional Man), Gionata (voce e chitarra di Super Elastic Bubble Plastic) e Francesco (dall’estate 2005 alla batteria di One Dimensional Man), che dopo un periodo di prove in tre, decidono di chiedere a Giulio (ex chitarrista di One Dimensional Man) di unirsi alla formazione in qualità di bassista. E’ solo a questo punto che la band decide di lavorare assiduamente e di darsi l’ obiettivo di realizzare un disco; ma gli impegni di tutti nei confronti del proprio lavoro e dei rispettivi gruppi, rende il percorso di scrittura del nuovo repertorio, lento ed accidentato. E’ infatti solo dopo ben due anni di prove, che Il Teatro Degli Orrori entra in studio di registrazione e realizza il suo primo album, "Dell’ Impero Delle Tenebre".Registrato e mixato dallo stesso Giulio al Blocco A di Padova e al Natural Head Quarter di Ferrara nei mesi di Novembre/Dicembre 2006 e Gennaio 2007, il disco esce il 6 Aprile per l’editore Tempesta e viene distribuito da Venus. 12 tracce di rock moderno ed alternativo, con un occhio agli amori di sempre -Scratch Acid, Jesus Lizard, Birthday Party- l’altro alla tradizione cantautorale italiana, fanno di questo disco qualcosa di inedito: asprezze e dissonanze accompagnate da un cantato in italiano che aspira a possedere una poetica propria. Musica non per i piedi. Musica per il cervello."Ecco l’angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L’illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell’azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione.Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un’adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto.

Date spettacolo

05

Giugno, 2010

Rovereto - Palazzetto dello sport

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