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L’inventore dei sogni

L’inventore di sogni The daydreamer © Ian McEwan, first published by Jonathan Cape Ltd 1994edito in Italia da Einaudidi Ian McEwancon Giorgio Scaramuzzinoregia di Giorgio Gallioneluci Pietro Ferrarsimusiche Paolo SilvestriniTeatro dell’ArchivoltoPeter Fortune ha dieci anni e per i grandi è un bambino difficile. Lui però non capisce in che senso. Non scaraventa le bottiglie del latte contro il muro del giardino, non si rovescia in testa il ketchup facendo finta che sia sangue. Nessun poliziotto è mai venuto a casa per arrestarlo. Nessun dottore in camice bianco ha mai proposto di farlo internare in un manicomio.“L’inventore di sogni” racconta la storia di Peter, un bambino che sogna a occhi aperti e immagina di far sparire l’intera famiglia con un’immaginaria Pomata Svanilina; oppure di poter togliere al gatto di casa la pelliccia, di farne uscire l’anima felina e di prenderne il posto, vivendone per qualche giorno la vita soltanto in apparenza sonnacchiosa. Storie di immagini visionarie e perturbanti che sono un po’ il ‘marchio di fabbrica’ di Ian McEwan.Approfondimenti:Vari e differenti sono i temi affrontati. Il rapporto fra realtà e immaginazione viene analizzato dal punto di vista infantile come possibile fuga da situazioni noiose oppure “pericolose”. La fantasia diventa così il mondo in cui rifugiarsi, dove trovare e costruirsi un universo perfetto e desiderato. Il sogno è il mezzo con cui scappare e a cui ricorrere: un aiuto molto comodo e accessibile, decisamente facile e a portata di mano. Un altro tema affrontato e in parte legato a realtà-immaginazione è l’interscambio tra il mondo dell’infanzia e quello adulto. Vario e complesso è il legame che unisce generazioni diverse: alla base c’è sempre una incapacità di fondo di comprendersi reciprocamente, di ruoli da cui difficilmente si riesce ad uscire. Attraverso divieti spesso imposti e raramente spiegati, tentativi di fuga e ribellione diversamente affrontati ma sempre importanti per crescere e maturare, il bambino conosce ed entra in contatto con un mondo adulto spesso ancora alla ricerca di risposte che dovrebbe aver già trasformato in certezze. La tecnica utilizzata è quella della narrazione tradizionale, dell’affabulazione, figlia del racconto orale e della fiaba. Un monologo basato sulla voce e sulla gestualità: in scena un unico attore che attraverso la sua arte attrae gli spettatori passo dopo passo, storia dopo storia, incuriosendo e conquistando fino all’ultima parola.

Date spettacolo

15

Febbraio, 2008

Teatro Cuminetti

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TRE SORELLE

Teatro SanbàPolis Trento

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Teatro SanbàPolis Trento

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Nomad - In cammino con Bruce Chatwin

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STORIE DI MARE E PICCOLE TERRE

Teatro Auditorium Trento

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Ottobre, 2020

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