La grande magia
Natalino Balasso e Michele Di Mauro
LA GRANDE MAGIA
Di Eduardo De Filippo
Regia Gabriele Russo
Con
Natalino Balasso nel ruolo di Calogero Di Spelta
Michele Di Mauro nel ruolo di Otto Marvuglia
E con in o/a
Veronica D’Elia - Amelia Recchia
Gennaro Di Biase - Mariano D’Albino e Brigadiere di P.S.
Christian di Domenico - Arturo Recchia e Gregorio Di Spelta
Maria Laila Fernandez - Signora Marino e Rosa Di Spelta
Alessio Piazza - Gervasio e Oreste Intrugli (genero Di Spelta)
Manuel Severino - Cameriere dell’albergo Metropole e Gennaro Fucecchia
Sabrina Scuccimarra - Zaira (moglie di Marvuglia)
Alice Spisa - Marta Di Spelta e Roberto Magliano
Anna Rita Vitolo - Signora Zampa e Matilde (madre Di Spelta)
Scene Roberto Crea
Luci Pasquale Mari
Costumi Giuseppe Avallone
Musiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione
Produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo, Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale
Calogero Di Spelta, marito tradito, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell'uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni.
Un uomo mosso da un sentimento ossessivo, smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso, con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione, per sconfiggere le proprie paure, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna.
Dall’altro lato, Otto Marvuglia, mago e manipolatore, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo. Il Marvuglia/illusione, il Marvuglia/realtà, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi, smarriti gli spettatori, smarriti gli uomini e le donne di oggi, smarriti nelle relazioni, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso?
Con La Grande Magia Natalino Balasso e Michele Di Mauro si confrontano con un grande classico di Eduardo De Filippo: una commedia nera, a tratti drammatica, sospesa fra realtà e finzione, fra fede e disillusione, fra teatro e vita, fra vero e falso.
Ad accompagnare i due protagonisti sul palco ci sarà un ricco cast di nove interpreti, diretti da Gabriele Russo, che ha voluto fortemente mettere in scena un testo di De Filippo oltre vent’anni dopo aver interpretato in veste di attore il personaggio di Amedeo nella fortunatissima edizione di Napoli Milionaria diretta da Francesco Rosi. Un autore, De Filippo, che lo stesso regista napoletano ha definito come «[…] un alchimista della drammaturgia scenica e un mago, appunto, capace di regalare agli attori parole, contesti ed azioni in cui crescere, imparare, sviluppare intelligenza teatrale, replica dopo replica […]».
«[…] Fra tutti i testi di Eduardo che posso dire di conoscere a fondo ritengo e sento che La Grande Magia sia quello più necessario oggi per i temi che affronta, per le relazioni che propone, perché è una commedia squilibrata, meno lineare e matematica delle altre, sospesa e caotica come il tempo in cui viviamo, infine, perché come regista sento di poter dare un contributo specifico e personale. – prosegue Gabriele Russo - La Grande Magia è un testo complesso, ha l’ampiezza e lo sguardo del gran teatro ed allo stesso tempo offre sfumature nere della nostra umanità, tratti psicologici addirittura espansi nella nostra società contemporanea rispetto al 1948, anno in cui La Grande Magia andò in scena per la prima volta suscitando reazioni controverse e per lo più negative, poiché il testo non fu capito ed apprezzato. Come sappiamo, per Eduardo quella fu una profonda delusione, fu accusato di imitare Pirandello o più semplicemente, ci fu quella resistenza che sempre riscontra un grande artista quando prova ad esplorare nuovi orizzonti. Il fatto che Eduardo stesso abbia vissuto l'amarezza dell'incomprensione del pubblico rivela quanto questo testo sia intriso di profondità e potenzialità per raccontare oggi le nostre emozioni, le nostre incertezze e le nostre ossessioni […]».
(foto di scena di Flavia Tartaglia)
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