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CAINO E ABELE - Y FESTIVAL 2017

Y FESTIVAL   Venerdì 13 Ottobre 2017 Teatro Cuminetti - ore 11.00   “Caino e Abele” - RODISIO/TAK Theater Liechtenstein           A CHI SI RIVOLGE DA 11 A 15 ANNI – scuola secondaria di I° grado e biennio Istituti Superiori   DURATA 50 minuti circa   BREVE SINOSSI Caino e Abele sono due fratelli, due giovani d’oggi. Sono fragili e spavaldi, coltivano il culto del sé, non sanno cosa sia il valore dell’altro da sé, forse perché nessuno glielo ha mai insegnato.   DESCRIZIONE La Compagnia Rodisio, insieme al Tak Theater Liechtenstein, fa ricorso a questa storia antica, privandola dei suoi aspetti religiosi e prendendo dalla Bibbia e dal Corano solo i passaggi fondamentali, per arrivare ad una narrazione simbolica e contemporanea. Sul palco una storia attuale, con due giovani ragazzi che devono ancora imparare che cosa sia la vita, osservandola nel frattempo con occhi curiosi e impazienti. Il giovane pubblico verrà messo di fronte alla storia di Caino e Abele, due ballerini di break dance, danza di strada, che affonda le sue radici nella ribellione degli anni 70. Una storia intrigante, un pretesto per instillare domande nel giovane pubblico, per parlare di amore fraterno, di quanto si possa imparare da una sconfitta e di nuove possibilità da trovare, ma anche per capire cosa significhi vivere insieme, essere insieme e crescere.   APPROFONDIMENTI: E' veramente incredibile come Manuela Capece e Davide Doro della Compagnia Rodisio, qui in una produzione con TAK Theater Liechtenstein, in collaborazione con Festival Resistere e Creare (Genova) /Fuori Luogo Auditorium Dialma, Ruggiero (La Spezia), riescano a creare spettacoli spesso significativi partendo da materiali e linguaggi apparentemente sempre diversi tra loro. Ne abbiamo avuto una riconferma sul primo studio di  “Caino e Abele” visto a Bari, dove partendo da una storia comune all'immaginario di tutti, una vicenda antica come quella di Caino e Abele, Rodisio riesce a parlare agli adolescenti di oggi in modo diretto con gli stessi linguaggi che i ragazzi utilizzano. Lo fanno soprattutto con la danza hip hop, “una danza di strada, una street dance che affonda le sue radici nella ribellione degli anni 70, che mescola stili differenti e gioca con il ritmo. L’hip hop è l’espressione libera di un corpo giovane in una strada affollata. È un modo di ballare che rompe le regole e ne inventa di nuove, è la rappresentazione di una generazione, che passo dopo passo inventa una propria vita. È una danza terrena che racconta di stimoli e sospensioni.” Caino e Abele, Florian Piovano e Luca Pozzati, sono due giovani breakers, due danzatori non professionisti, due ragazzi che sono abituati a ballare per strada. Come tutti i giovani, i nostri Caino e Abele sono forti e belli. Come tutti i giovani devono ancora imparare tutto della vita, sono pieni di entusiasmo ed energia. Guardano il mondo con occhi curiosi e braccia impazienti. Le loro gambe non si fermano mai, ascoltano tutto quello che succede, ne sentono l’energia. Sentono tutto il ritmo intorno. E con quel ritmo, con tutta la sfacciataggine che la loro età e il loro corpo possiedono narrano quella storia di sopraffazione, ma attraverso quella dell'esistenza stessa. Come un grande computer sullo schermo appaiono grandi parole che non solo narrano la storia attraverso i suoi passaggi principali, “Inizio” “Caos” “Parlo penso amo sogno lotto combatto” “regole della natura, Vincere perdere “ “questa è la storia di due fratelli” “Liberi di Scegliere, io tu gli altri, noi” “ guardare ascoltare imparare seguire” ma che impongono le grandi domande della vita che la danza accompagna in modo mai didascalico: Scegli chi sei. Sei Buono? A chi assomigli ? A chi vuoi assomigliare? Cosa sei ? Muscoli Cuore Cervello ? Sei Istinto? Sei Ragione ? Che differenza c'è tra uomo e animale ? Sai perdere ? Quando fermarsi ? E poi inframmezzate tantissime immagini che si esprimono in sintonia con la danza e con l'essere stesso dei due protagonisti, sono immagini di un’arte grezza e terrestre : dall’Art Brut, all’arte primitiva e aborigena, alla street art, al graffitismo americano, europeo, sudamericano, alla Pop Art. Tantissime immagini a tratti rozze e infantili, a tratti crude, ironiche e grottesche. Opere che in sintonia con le parole  e il movimento parlano della nascita, dell’uomo, del rapporto con gli altri, con il mondo animale e la natura, opere la maggior parte raccolte fuori dai musei. La danza intanto procede: Caino e Abele si vogliono bene, perché sono fratelli e, come tutti i fratelli, giocano, combattono, si aiutano, spesso stanno da soli, ma poi si guardano, ridono e tornano vicini. Poi, come nella vita di tutti, arriva il giorno di una prova, una sfida, forse un rito che segna il loro passaggio all’età adulta. Vince Abele, Caino perde. Caino perde e non riesce ad accettare la sconfitta perché chi perde è sconfitto, chi perde è il debole, l’escluso. Caino ha paura, il suo cuore e la sua mente si confondono. E così, la prima cosa che Caino pensa è uccidere il fratello. E lo fa compiendo un’azione violenta e irrimediabile e si dispera per sempre. La danza esprime benissimo tutte queste componenti su un tappeto sonoro che accosta Dvorak, Schubert e Verdi a Pharrell Williams Queen Kava Carmen McRae, costruendo una specie di diario dell'anima, una catalogazione dei sentimenti che percorrono oggi l'adolescenza, sentimenti che devono essere incanalati affinché il risultato finale come spesso oggi accade non sia la sola e unica violenza. "Caino e Abele" fin da questo primo studio si configura come uno spettacolo di rara intelligenza, forza e intensità dove le nuove generazioni possono specchiarsi riconoscendo tutte le loro caratteristiche in modo originale e assolutamente contemporaneo.   (Tratto da EOLO articolo di Mario Bianchi)   SITO UFFICIALE COMPAGNIA SITO UFFICIALE FESTIVAL LIBRETTO FESTIVAL

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