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DANZA LA NOTTE aprile 2011

DANZA LA NOTTEMaratona di Danza ContemporaneaCon intervalli enograstronomiciAdarte – Associazione Danza ARte TEatroPENELOPE - CANTI D’ATTESAInterpretazione, Regia e Scrittura Coreografica Paola VezzosiDisegno Luci Paolo Magni Areazeronove - FirenzeAllestimento scenico Paola VezzosiProduzioneADARTE Associazione Danza ARte Teatro/ VERSILIADANZA/Regione ToscanaLo spettacolo si snoda intorno a storie di donne in attesa.L’attesa dinamica incarna un’attitudine e un punto di forza profondamente connaturati all’indole della donna, creatura idonea per natura ad essere artefice e custode del processo di gestazione, attesa produttiva per eccellenza.Figura letteraria di riferimento è Penelope, donna che vive per anni nel dolore di un’assenza, ma nel progetto di una nuova vita, consapevole di dover trovare in se stessa e nella memoria degli anni passati la forza per difendere il presentimento di una felicità prossima che sa di meritare.La tela di Penelope, frutto di un’attesa condotta con femminile astuzia, passa da una mano di donna all’altra, trattenendone le memorie e raccontando altre storie. Storie di donne che, eredi della forza di Penelope, quotidianamente si conquistano il privilegio di coprire con la volontà e l’azione lo spazio che c’è tra un giorno e un altro giorno, fra un anno e l’anno seguente.Maktub Noir compagnia di danzatoriCRAZY LIGHT MOONMusiche: Ikue Mori, Nils Okland, AlvanotoCoreografia di : Pietro PiredduDanzatori: Valentina Pezzini, Valentina Fruzzetti, Leonardo Carletti;Giacomo Quarta,Lisa Baldi,Francesca Akawa Gea, Nicola Falcone.è un errore di sperimentazione, è una continua contraddizione chepermette di capire e non capire la realtà rappresentata. E’ la ricerca di nuove forme e nuovi spazi, è la possibilità di subire la forza di un ‘immagine distorta e di esserlo al tempo stesso.La luce ritaglia spazi e disegna figure di una realtà tangibile ma non oggettiva e influenzata da suggestioni cerebrali.L’osservatore influenza sempre l’esperimento e l’esperimento influenza sempre l’osservatore.Compagnia AreareaORGANON_sull’ingombranza del pensieroregia e coreografia: Marta Bevilacquacreato con: Valentina Sagginin scena: Marta Bevilacqua; Valentina Sagginelaborazioni sonore: Vittorio Vellainnesti anatomici: Belinda de Vitoluci: Fausto Bonvinidurata: 20 minproduzione: Arearea © 2011 Udinecon il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento dello Spettacolo, Regione Autonoma Friuli Venezia-GiuliaOrganon è una storia della filosofia inedita, visionaria e scoordinata, non cronologica ma sincronica. L’urgenza è quella di riabilitare il corpo alla filosofia, di sradicarne attraverso la rappresentazione la predominanza del pensiero astratto, immateriale, peggio ancora accademico. Una filosofia che non si legge e non si spiega ma si guarda: una filosofia che chiede uno sguardo. Lo sguardo di Organon guarda diritto, perchè procede per temi, ma attraverso le curve e le sinusoidi del pensiero.Il primo passo in Organon è studiare l’ingombranza del pensiero, sconquassare il cervello e riabilitare il corpo, e la sua concretezza, alla sottile materia del pensiero.Corriamo, come corrono i pensieri, corriamo in uno squarcio di luce,una linea sottile circondata da un buio pesto. Pesto come i pensieri affastellati.Ci esercitiamo a sostenere il pensiero.La materia è molle. L’ingombro notevole.Compagnia Les Patits PasLA MIA FRIDACoreografie Katia TubiniVideo: Katia Tubini, Irene MarchettoDurata 20’ circa“Piedi, perché ne ho bisogno se ho ali per volare?” (Frida Kahlo).Nasce da questa frase l’ispirazione per lo spettacolo “La mia Frida”. La realizzazione della messa in scena ha richiesto mesi di ricerche e studi sulla vita, sia artistica che privata, della pittrice messicana (senza tralasciare la passionale relazione con il compagno Diego Rivera). Si è cercato di dare voce ai momenti più profondi e “nudi” di Frida non solo coreograficamente ma anche tramite la proiezione (su fondale) dei suoi quadri, delle sue foto personali e di alcuni frammenti di vita che la ritraggono.“La follia non è così lontana. La follia è a due passi. La follia sfiora o possiede quel luogo fragile in cui il dolore diventa totale, sbatte continuamente contro ogni particella di vita, strangola la luce, lega ogni movimento, sconvolge ogni tentativo di salvataggio, si cimenta a seppellire ogni bolla d’aria, si accanisce a smantellare le forze. E tuttavia, sebbene ognuno tenti di fuggire da se stesso come da una prigione che vi rinchiude nel suo odio, esiste nel mondo un grande miracolo: qualsiasi vita è vissuta”. (F. Kahlo).Omaggio a Frida Kahlo (già visionato dalla Fondazione ufficiale “Frida Kahlo” con sede in Città del Messico; in concorso a DANZ’E’ 2010 all’interno del Festival Oriente Occidente, Città di Rovereto)

Date spettacolo

20

Aprile, 2011

Trento - Teatro Cuminetti

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