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FINO ALL’ULTIMO GIORNO. MEMORIE SPARSE SULLA SHOAH

PER LA GIORNATA DELLA MEMORIAFINO ALL’ULTIMO GIORNO.MEMORIE SPARSE SULLA SHOAHAtto unico e regia di Renzo Fracalossiilluminotecnica e luci Amos Colliniconsulenza e trascrizione musicaleRolando Lucchiscenografie Maddalena Tomasicostumi Graziella Depedrirammentatrice Carla PedrolliOlocausto è una parola che si trova nei “Salmi”. Ma forse non è la parola più appropriata. Secondo la tradizione ebraica, l’Olocaustoha in sé un senso sacrificale che attiene più la sfera del sacro, che non quella dell’orrore. Shoah significa invece sterminio. Questa è la parola! Non si è infatti trattato di un sacrificio. Gli Ebrei che hanno popolato di dolore l’inferno del Novecento non sono diventati fumo né per i loro ideali, né per la loro fede. L’unica colpa era ed è quella di essere nati. Ed è con la voce di quelle vittime,messe in fila con le loro storie individuali, che si è provato a narrare il dramma di un tempo che è anche il nostro. Vittime un po’ particolari. Artisti, intellettuali, uomini di cultura e bambini. Rinchiusi nel “ghetto modello” di Theresienstadt/Terezin in Boemia, fino all’ultimo giorno. A quell’intellighentija e a quell’innocenza va il tentativo della parola di farsi teatro, per invitare tutti a diventare, almeno per un attimo, Ebrei universali, ovvero a capire per tramandare. Il ghetto di Terezin rappresenta una terribile particolarità nell’universo concentrazionario nazista. Nel corso di tre anni circa 150.000 ebrei respirarono l’aria di quest’antica città-fortezza a 56 km da Praga e di tutti loro ne sopravvissero solo quasi 14.000. Il ghetto venne usato dal nazismo come ghetto da esibire, quasi una funzione di rappresentanza, ovvero il luogo dove fingere che la deportazione fosse quasi dentro la normalità; dove ospitare le visite della Croce Rossa Internazionale; dove raccogliere e far esibire il meglio dell’intelletto ebraico che aveva costruito l’Europa. 20 attori, 3 musicisti kletzmer e un coro di 20 bambini che ripropone brani originali del ghetto per un racconto corale curato dal Club Armonia e dalla Scuola musicale “Il Diapason” e prodotto dal Comune di Trento, dal Centro Servizi culturali S. Chiara e dal Coordinamento Teatrale Trentino, per il “Giorno della Memoria” 2010.

Date spettacolo

22

Gennaio, 2010

Tesero - Teatro Comunale

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