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LA RUSSIA DELL’ UOMO D’ORO

una coproduzione Occupazioni Farsesche(Firenze)Teatro-Festival Baltijskij Dom (San Pietroburgo)LA RUSSIA DELL’UOMO D’OROstoria di un padre e di migliaia di figlispettacolo in russo e in italianotesto Alessandra Bedinoregia Riccardo Sottilimovimenti di scena Antonio Bertusi costumi Oleg Golovko scene Daniele Spisa e Oleg Golovko assistente scenografo Gemma Romanelli traduzioni Irina Dvizovacon Lino Spadaro, Vadim Jakovlev (Lev Brilliantov)e con Nicolò Belliti, Antonio Bertusi,Alberto Galligani, Andrej Panin,Darja Stepanova, Alessio Targionicon la collaborazionedell’Istituto Italiano di Cultura a San PietroburgoPremio K. Lavrov per il miglior spettacoloFestival Internazionale di Teatro X° Meetings in RussiaSan Pietroburgo 2-11 aprile ’08L’Associazione Culturale Occupazioni Farsesche ha iniziato a lavorare sulla Campagna italiana di Russia già nel 2004, spinti dal carattere epico della vicenda: il contadino strappato alla sua miseria, spedito a suon di retorica fascista ad affrontare “a mani nude” un gigante come la Russia. Così, dal lungo lavoro di documentazione, è nato nel 2005 lo spettacolo ARMIR – Armata Italiana in Russia- partitura per immagini, suoni e pupazzi, lo spettacolo raccontava la visione italiana. Nel 2007 infine, è partito il progetto “Italia-Russia: il fronte della memoria”, con l’intenzione di coinvolgere direttamente “il nemico” di allora: la Russia. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, l’Università Agraria Statale di Voronez (VGAU), nonché il Teatro Baltiskij Dom, siamo arrivati alla realizzazione di un film-documentario, girato in Russia e Ucraina, e del progetto forse più ambizioso: uno spettacolo dal titolo LA RUSSIA DELL’UOMO D’ORO, storia di un padre e di migliaia di figli in cui attori russi e italiani insieme ‘giocassero’ alla guerra. Volevamo soprattutto onorare la memoria dei tanti soldati che, su un fronte e sull’altro, seppero essere migliori della guerra che combattevano.Russia – Italia: il Fronte della Memoria è un progetto impegnativo e complesso che abbiamo iniziato nel 2006 insieme al Teatro Baltijskij Dom di San Pietroburgo. All’epoca la nostra compagnia aveva alle spalle già due anni lavoro sul tema dell’Armata Italiana in Russia; due anni segnati dall’incontro folgorante con l’opera e il pensiero di Nuto Revelli (ma anche di altri reduci, non ultimo Rigoni Stern) e culminati in un lavoro teatrale non d’attore dal titolo ARMIR – Armata Italiana in Russia: partitura scenica per immagini, suoni e pupazzi. Il punto di vista di questo spettacolo era tutto italiano. Erano i nostri reduci, i nostri “vinti” (per lo più poveri contadini male organizzati e male equipaggiati) a parlare attraverso le loro testimonianze raccolte da Nuto Revelli in un lungo, paziente e preziosissimo lavoro sulla memoria del cuneese.Ma al di là degli aspetti storici e militari, che in quella vicenda raggiunsero vette di tragicità epica, al punto che se non fossero storia vera parrebbero frutto dell’immaginazione di qualche poeta, sono in particolare due i momenti della campagna di Russia che ci hanno colpito: primo, l’incontro tra il contadino italiano “occupante” e il contadino russo occupato (perché come ci ricorda Nuto Revelli anche quella fu una “guerra di poveri” e tra poveri che non avevano nessuna ragione per combattersi); secondo, il prodigio umano per cui anche in condizioni estreme come solo la guerra sa determinare, talvolta gli uomini sono capaci di restare tali e si dimostrano migliori dei loro più “nobili” propositi. Ebbene, sono stati proprio questi due aspetti della guerra sul fronte russo che hanno reso possibili gli innumerevoli ed i più incredibili episodi di solidarietà umana tra russi e italiani in quel lontano autunno-inverno del ‘42-’43.E’ stato proprio a partire da questo che nel 2006 è iniziata la collaborazione con il Teatro Baltijskij Dom di San Pietroburgo. E fin da subito gli obiettivi artistici e di contenuto del progetto ci sono apparsi molto chiari: 1) affiancare al punto di vista italiano, anche quello russo; 2) cercare nuove fonti e nuovi documenti in Russia, dove ancora oggi sono in molti a non sapere che circa 220.000 italiani hanno combattuto al fianco di Hitler; 3) realizzare un film-documentario nelle zone di occupazione e del fronte; 4) realizzare uno spettacolo bilingue con la partecipazione di attori russi e italiani, rinnovando un incontro avvenuto 65 anni fa, ma stavolta in modo immaginario, poetico, teatrale.La lavorazione del progetto è iniziata a settembre del 2007 con un viaggio in Ucraina, nella regione di Donetsk, la zona di occupazione raggiunta dal primo Corpo di Spedizione in Russia (CSIR) nell’estate del 1941. Ad ottobre 2007 è seguito un secondo viaggio, questa volta in Russia, nella regione di Voronež, ovvero il teatro delle operazioni dell’ARMIR che si estendeva lungo le rive del mitico fiume Don. In questi due viaggi abbiamo girato il materiale video e raccolto le testimonianze che poi sono entrati a far parte del film documentario Russia – Italia: il Fronte della Memoria. Credo sia stato proprio durante quei giorni sul Don che ha iniziato a prendere forma anche l’idea dello spettacolo teatrale. Seduti in un comodo pulmino, mentre ripercorrevamo le tappe salienti della ritirata italiana verso ovest, l’immagine di un soldato che arranca nella steppa coperta di neve si è sovrapposta a quella di un padre che ne attende il ritorno. Poi quel soldato si è trasformato in una interminabile colonna di “poveri cristi” abbandonati a se stessi e quel padre che ostinatamente lo attende è diventato “tutti i padri”. A rappresentare questa figura quasi mitica di padre Alessandra Bedino ha eletto l’Omino d’Oro, un calzolaio vissuto ad Arezzo e morto alla fine degli anni Settanta. Suo figlio partì per la Russia nel ’42 e non è mai tornato. Lui lo attese sempre, anche quando la follia si impossessò di lui e vestito d’oro si recava ogni giorno alla stazione: “Se mio figlio tornerà non potrà non riconoscermi!”, lo si sentiva dire. E’ così che è nata l’idea de’ La Russia dell’uomo d’oro – storia di un padre e di migliaia di figli.Riccardo SottiliProgetto a cura della PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO – Assessorato alla Culturain collaborazione con Fondazione Museo Storico del Trentino, Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto,Comune di Rovereto e Centro Servizi Culturali S.Chiara

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31

Gennaio, 2009

Trento - Teatro Cuminetti

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