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La trama è celebre, ma ogni nuova lettura, ogni ipotesi di realizzazione scenica, ne mette in rilievo la complessità. La storia di amore e gelosia, per spostamenti progressivi, raggiunge ineluttabilmente l’acme orrendo dell’omicidio e della strage. Ma la tessitura della tragedia non è lineare. Contempla percorsi accidentali, snodi impensati: basta un salto di stile nel linguaggio, la reazione imprevedibile di un personaggio, una osservazione innocua, un gesto immotivato, per aprirci le porte all’insondabile, in una spirale di emozioni che  provocano turbamento e smarrimento. Il dubbio e l’ incertezza che attanagliano Otello sono sottotraccia la tensione costante del suo agire. La sua leggenda eroica si stempera e si degrada lentamente nella materialità di un linguaggio frantumato, che appare perturbante visto in una proiezione distruttiva delle illusioni individuali. Il sentimento incontrollato si proietta in un destino di distruzione.  Proprio il Moro che conosceva la magia della parola nell’ampio spettro dell’epico e dell’immaginario cede al dubbio che frantuma ogni certezza ed è indotto a assumere su di sé la condanna   della diversità, e a scandire  nel proprio subconscio il  crescendo stesso della propria angoscia. E il degrado si propaga  su quanti entrano nel suo cerchio di azione. Desdemona con la sua marmorea bellezza, “più bianca della  neve e liscia come alabastro sepolcrale”,  non troverà alcun appiglio in un mondo che appare scardinato dal proprio asse. L’amore non è estasi  e incanto ma passione distruttiva, ossessione, follia. L’ intreccio degli inganni ordito da Jago con un crescendo implacabile, pur nel ritmo della improvvisazione, è condotto con la perfidia di un giuoco intellettuale, ma emana nel suo esplicarsi la forza dirompente dell’odio che condurrà alla definitiva afasia. I turbamenti sentimentali, la tortura dell’amore tradito, non sono disgiunti da una marcata morbosità, così come latenti pulsioni aberranti creano un clima erotico che si espande su tutti come una rete profumata, ma esiziale. Roberto GuicciardiniSicilia TeatroOtelloCon Sebastiano Lo Monacodi W. Shakespearetraduzione di Masolino d’Amicoe con Massimiliano Vado Maria Rosaria Carlie  20 attori in scenaregia di Roberto Guicciardiniscene di Piero Guicciardinicostumi di Giuseppe Avallonesupervisione ai costumi di Maurizio MillenottiLuci di Gigi Ascione

Date spettacolo

06

Febbraio, 2008

Teatro Auditorium

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