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SCAPPO A DANZA - ZEROGRAMMI

Teatrofficina ZerogrammiZEROGRAMMI (CREAZIONE 2006)Regia, coreografia ed interpretazione Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamealuci Chiara GuglielmiMusiche Erik SatieProduzione teatrofficina ZerogrammiPremio miglior spettacolo Festival Giocateatro 2009 – TORINOPrimo premio di coreografia città di Rovereto – Festival Oriente OccidenteEtà consigliata: dai 9 ai 14 anni Due orsacchiotti di pezza e una Barbie con la testa attaccata con lo scotch per trastullarsi in un surreale Déjeuner Sur l’Herbe che pare dipinto da Jacques Tati. Giocare seriamente quando il gioco diventa l’unica cosa seria che ci può salvare dalla seriosità della vita. Giochi di due Candide tra Cochi e Renato e Stanlio e Ollio al teatro di Marcel Marceau e Merce Cunningham vestiti come teneri matti del paese coi berretti, quelli col paraorecchie da pilota della grande guerra in tempo di pace. Cappelli per volare senza staccarsi da terra. Tuttalpiù planare a motore spento portati dall’aria, facile come una domenica mattina. "Zerogrammi": ovvero una danza senza peso. Leggera. Danza per volare, del volo senza decollo di cui abbiamo detto, e poi planare e planare un’altra volta sulla vita quotidiana, quella delle petites choses di cui non ci si deve dimenticare. Ricordarsi di respirare. Planando portati dal vento delle nostre leggerezze, ma sì, chiamiamole anche frivolezze, che così si respira meglio e si vede bene tutto.Due clown di uno spettacolo leggero come un amore all’inizio, lieve come il vento più dolce di una serata di primavera di quando c’erano ancora le mezze stagioni: bello e delicato come quel qualcuno che ognuno di noi ha, o aspetta, per i momenti belli e senza pensieri. Quei momenti senza il cui ricordo non potremmo vivere. (Sergio Gilles Lacavalla) Approfondimenti: I bambini giocano, si divertono, fanno e disfano, esplorano e riescono ancora a guardare alle cose percependone la forma ed il colore prima ancora che la funzione. In questo modo l’esperienza della vita è totale, non esclude mai la poesia che è insita in ogni cosa, perché non è distratta dalle indifferenze, dalle miserie delle professioni che appartengono solo all’universo adulto. Il mondo così è leggero, semplice ed è a questa leggerezza che gli adulti improbabili di “Zerogrammi” ambiscono con nostalgia. La struttura è quella della buddy comedy, quella dei due protagonisti complementari ed in eterno conflitto: come Tom & Jerry, dove il racconto si svolge senza bisogno di parole poiché è la drammaturgia dei gesti maldestri a raccontare la storia di questi due goffi “Marcovaldo” alla scoperta del mondo. Come il personaggio calviniano, le due creature si ostinano a farsi distrarre, ammaliare dai più piccoli e insignificanti particolari della realtà. Allo stesso modo la scrittura coreografica attinge dal più piccolo gesto quotidiano, dipanandosi fra progetti di marachelle e giochi improvvisati per concludersi con un monito: non trascurare mai le più semplici, leggere, infantili abitudini. Giocare con le forchette, fare dell’ingenuo stato infantile una legge morale, mangiare una torta sul divano nuovo, rotolarsi per terra e sporcare il vestito, abbassare il finestrino dell’auto scompigliando la messa in piega, indossare un vestito colorato, vedere le cose oltre l’interesse, amare senza strategie, coltivare le persone perché i rapporti sono l’unico grande regalo della vita, persino nel tradimento. E ridere, piangere, scherzare, dividere felicità inattese, danzare su tutta la musica che c’è, contare tutti i colori del giorno, adoperare altrettante sfumature per descrivere la vita e con orecchie aperte ascoltare e con occhi grandi guardare il mondo. Provare, come bimbi, a giocare con le forme: a infilare triangolo nel quadrato e quadrato nel cerchio, perché le cose sono spesso più profonde e le forme diverse da come le si vede.

Date spettacolo

03

Novembre, 2009

Teatro Cuminetti

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